Garutti Alberto - Biennolo

Alberto Garutti

(Galbiate,1948, vive a Milano)

“Penso alla casa quando non è abitata: immagino che gli oggetti, le cose, i mobili vedano la luce del giorno e della notte, sentano suoni e rumori provenire da luoghi vicini o lo squillo del telefono risuonare nella stanza.” (Alberto Garutti) Con queste parole prende forma l’opera Che cosa succede nelle stanze quando le persone se ne vanno? (1993-2020) di Alberto Garutti, artista e docente universitario, che vuole innescare l’incontro, la relazione tra opera, spazio pubblico e spettatore, presupposto fondamentale della sua metodologia iniziata nella metà degli anni ’90. L’opera esposta per BienNolo fa parte di un ciclo inaugurato con la mostra diffusa Territorio Italiano (a cura di Giacinto Di Pietrantonio) nel 1993. Lo spettatore, all’interno della mostra, si trova a confrontarsi con oggetti domestici prelevati dalla realtà del quotidiano, “mimetizzati” all’interno di un contesto in cui difficilmente vengono identificati come intervento artistico. Dopo la chiusura dello spazio espositivo i cinque vasi in ceramica presentati si illuminano grazie alla vernice fosforescente applicata sugli oggetti, evento svelato dalla fotografia dei vasi illuminati all’interno di questo catalogo, considerata parte integrante dell’opera. La percezione che lo spettatore ha dell’installazione, dunque, viene alterata insieme all’accessibilità dell’opera, che si rende manifesta proprio nel momento in cui nessuno può avere la possibilità di vederla. La misteriosità dell’evento visivo è uno degli elementi che permea il lavoro di Garutti; in quest’opera il mistero è celato e allo spettatore è chiesto di indagare con un paziente sforzo di ricerca. Attraverso questa “tensione immateriale”, come definita dall’artista, scaturisce l’incontro tra opera e spettatore, presupposto che Garutti considera necessario per la sua realizzazione. L’opera esce dalla canonica concezione per cui la fruizione avviene in un preciso spazio-tempo (quello dello spettatore all’interno del museo) diventando sdoppiata e ubiqua.

Irene Fraccaro  

Con il patrocinio del Comune di Milano

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Grazie a Daniela Nocivelli e Antonio Romanelli per aver sostenuto anche questa terza edizione
Grazie a Maurizio Zamboni per le splendide t-shirt THALITA KUM
Grazie a Cristiano Cavallo per aver contribuito alla realizzazione del catalogo

© 2023 Associazione BienNoLo
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