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#eptacaidecafobia

BienNoLo

Nasce la biennale d’arte contemporanea di NoLo, il distretto multietnico della creatività a Milano

Biennolo 2019

Da un’idea di Carlo Vanoni

Nasce la Biennale d’arte contemporanea di NoLo, il distretto multietnico della creatività a Milano.

A cura di ArtCityLab, Matteo Bergamini e Carlo Vanoni

 

#eptacaidecafobia è il titolo della prima edizione che si terrà dal 17 al 26 maggio 2019 negli spazi dell’Ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova (via Popoli Uniti 11).

 

Alla presenza dell’Assessore alla Cultura e dell’Assessore a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano e degli organizzatori ArtCityLab (Rossana Ciocca e Gianni Romano), Matteo Bergamini e Carlo Vanoni, si è svolta stamattina, al Mercato Comunale Crespi di viale Monza, la conferenza stampa di presentazione della prima BienNoLo.

Sono 37 gli artisti invitati per la prima Biennale d’arte contemporanea di NoLo, selezionati sulla base di una ricerca che incrocia più punti di vista, più tipologie di ricerca e più temi fra i quali possiamo individuare i seguenti: assenza di luce elettrica, sguardo al “terzo paesaggio”, ricerche antropologiche, psicologiche e sociali, pratiche performative e urbane, utilizzo di processi creativi non convenzionali e, non ultimo, progetti in aderenza con la realtà territoriale che ospita BienNoLo. Progettare per il territorio crea “identità locale”, produce complicità e cittadinanza attiva. Come spiega Carlo Vanoni NoLo è un’area metropolitana prototipo di comunità che accoglie, si integra, si inventa modi di stare insieme, si riappropria degli spazi per vivere in un quartiere che ha già mutato pelle.

Trattandosi di una manifestazione a carattere biennale, negli anni in cui non avrà luogo l’appuntamento d’arte si terrà il “Premio BienNoLo”, un concorso per artisti emergenti e affermati, selezionati da una giuria di esperti che verrà nominata nei prossimi mesi, volto alla produzione di un’opera ideata per il quartiere, dando così vita a una commissione locale di arte pubblica che manterrà saldi i rapporti tra i promotori e la comunità.

 

Gli artisti invitati sono: 2501, Mario Airò, Stefano Arienti, Elizabeth Aro, Francesco Bertelé, Stefano Boccalini, Marco Ceroni, T-yong Chung, Laura Cionci, Vittorio Corsini, Carlo Dell’Acqua, Premiata Ditta, Serena Fineschi, Giovanni Gaggia, Giuseppina Giordano, Riccardo Gusmaroli, Massimo Kaufmann, Sergio Limonta, Loredana Longo, Iva Lulashi, Francesca Marconi, Margherita Morgantin, Alessandro Nassiri Tabibzadeh, Adrian Paci, Federica Perazzoli, Matteo Pizzolante, Alfredo Rapetti Mogol, Sara Rossi, Alessandro Simonini, Ivana Spinelli, The Cool Couple, Eugenio Tibaldi, Luisa Turuani, Massimo Uberti, Vedovamazzei, Bea Viinamaki e Italo Zuffi.

 

Contatti per la stampa

PCM Studio di Paola C. Manfredi

Via Carlo Farini, 70 – 20159 Milano | www.paolamanfredi.com

press@paolamanfredi.com | T. +39 02 36769480

 

TEMI E ARTISTI

 

Abbracciare il paesaggio

Abbracciare il visibile e l’invisibile, come nel “tramonto in cattività” di Francesco Bertelé, che si rivelerà solo per mezz’ora al giorno nel passaggio tra il calare del sole e l’arrivo della sera, nato in stretto dialogo con l’installazione Mediterraneo di Sara Rossi, combinazione di 35 metri di cartoline postali, ideale landscape ottico. Un omaggio alla natura tra il reale e l’onirico è il tema della scultura in vetro blu che Vittorio Corsini appoggia a un cespuglio, mentre Adrian Paci pone lo spettatore in condizione di contemplare la vegetazione spontanea dell’ex spazio Cova in quello che possiamo considerare un unico invisibile abbraccio fra uomo e natura.

 

Muffe, Camouflage e Trasformazione

All’interno del percorso espositivo si chiederà allo spettatore di sforzare lo sguardo alla ricerca di quelle opere che, per loro natura, nascono effimere e transitorie come nello storico intervento di coloritura delle muffe di Stefano Arienti; o nello skyline di Milano realizzato in occasione di RAID, nel 2017, di Eugenio Tibaldi.

All’ex spazio Cova nascono, crescono e si colorano non solo le muffe ma anche le opere, ricordandoci che l’arte spesso ci racconta di visioni e non per forza di materia, come nell’intervento di Mario Airò che creerà una relazione fra una vecchia tabella educativa aziendale e i muri che la ospitano.

 

La forma delle Parole

Tutti conoscono il peso delle parole, soprattutto quando vengono scritte, ma non tutti ne conoscono la forma o ne ricercano la struttura: Alessandro Nassiri Tabibzadeh incide a mano su un vecchio specchio una frase che ci parla di razzismo, parole invisibili che si riflettono in chi si specchia; parole reticenti invece quelle dell’opera di Margherita Morgantin nascoste alla vista di chi non sa cercare. La parola “dono” diventa un campo dove coltivare la diversità nell’intervento di Stefano Boccalini, mentre V for Victory di Loredana Longo parte dall’idea di mettere insieme immagini o elementi in netta antitesi: gli estremi possono sempre incontrarsi e dare un senso nuovo alle immagini precostituite.”Lo sconfinamento è il primo passo di una civiltà” (dalla prefazione di Furio Colombo nel libro: “Sconfinare”, di Donatella Ferrario), ci ricorda Giovanni Gaggia ricamando su una coperta grigia dell’esercito tedesco la parola SCONFINARE, in cui lo sconfinamento non presuppone un luogo ma un movimento costante e un processo che si sviluppa intorno alla bellezza della parola condivisa. Per tutta la durata della manifestazione il pubblico potrà interagire con l’artista in dialogo con l’autrice, rispondendo alla domanda: “Qual è stato l’avvenimento più importante della tua vita che ti ha spinto a fare la valigia?”. Partner attiva del progetto sarà RadioNoLo.

Metodo, Materia e Meditazione

I processi di metodo prevedono pratiche che potremmo quasi definire meditative in cui l’artista sviluppa l’opera processando la materia: T-yong Chung recupera e dà nuova vita a oggetti provenienti da fabbriche abbandonate attraverso un’azione costante sulla superficie degli stessi, utilizzando carta vetrata rimuove la ruggine del tempo, restituendo loro una nuova funzione; un incessante corpo a corpo con la materia caratterizza invece l’intervento di Serena Fineschi che realizzerà un’opera che cita l’Action painting: un grande dripping di chewing-gum masticati e sputati, tentativo di trasformare, provocare, assimilare e ricomporre la materia. L’intervento ambientale di 2501 evidenzia un processo creativo in cui il segno pittorico, la tensione del gesto, il movimento circolare e continuo come in un loop trasformano la materia, lo spazio, la superficie e l’architettura stessa, in un rito dove artista e luogo si fondono attraverso quella che potremmo definire una pittura automatica.

 

Inquietudine Relazionale

La colonna di cemento e perlite installata da The Cool Couple è un monumento che il pubblico è invitato a prendere a mazzate, trasformandolo in una scultura modellata attraverso la veemenza. Laura Cionci invita lo spettatore a partecipare al racconto, all’incontro, allo scambio e al confronto sullo stato dell’essere tra dolore, consapevolezza, vita e morte.

 

Soggetto/Oggetto

Attraverso la metamorfosi di alcune carene di scooter Marco Ceroni crea sculture in bilico tra demoniaco e animale, innescando così un cortocircuito continuo tra reale e verosimile, tra quotidiano e perturbante; Sergio Limonta, in Solo la bandiera, lascia aperte allo spettatore infinite possibilità di interpretazioni sui simboli e sul concetto di monumento contemporaneo. La triade di uccellini che compone Storno di Vedovamazzei, opera del 1995, riflette sul delirio di onnipotenza: chi vuole volare troppo alto rischia, in questo caso, uno schianto tra il tragico e l’ironico. Italo Zuffi, con l’opera Rarefatto, invece ci pone di fronte a una natura morta “mimetica” in cui materiale e soggetto riscrivono la relazione tra significante e significato. Federica Perazzoli costruisce un’opera (casa-autoritratto) dal titolo All I need: un ambiente domestico dove lo spettatore potrà accedere ma anche un involucro contenente il “minimo” contro la bulimia della vita contemporanea.

 

Antropologie del trauma

Attraverso la disposizione forzata in verticale di una parete di cactus, Carlo Dell’Acqua ci pone di fronte al concetto di resistenza al trauma, che se non affrontato diventa stato allucinatorio. Le quattro sculture in vetro di Massimo Kaufmann riproducono alcuni frammenti del corpo sezionato di un condannato capitale, utilizzati per costruire un atlante anatomico online. Il titolo, Resurrezione, allude alla vita eterna che le immagini avranno su internet. Un lungo filo spinato nel quale sono inseriti boccioli di rosa rende meno respingente la paura del confine nell’opera di Giuseppina Giordano. E di confini e attraversamenti, di sradicamento e cronache ci parla anche Riccardo Gusmaroli, con un intervento realizzato per gli spazi esterni dell’ex spazio Cova, attraverso l’uso di coperte termiche e cerotti. Nel dittico di Iva Lulashi viene invece mixata l’iconografia erotica e quella di regime attraverso l’immagine di alcune donne seminude, in riferimento anche alla questione dell’omofobia.

 

Geografie e Tag

Se Città ideale di Massimo Uberti ci racconta del desiderio dello spazio urbano immaginario, attraverso un’installazione di 200 candele quotidianamente accese, Cartografia dell’Orizzonte di Francesca Marconi indaga lo spazio del Border Scape (del confine umano/geografico) mettendo in dialogo territorio e persone, ricordandoci l’attraversamento come incontro. Nell’opera di Elizabeth Aro tutti i continenti hanno perso la loro collocazione e convergono irrimediabilmente, vorticosamente verso sud, come a sottolineare la perdita dei punti di riferimento; Premiata Ditta costruisce, invece, una topografia di tags attraverso la mappatura di una serie di odori registrati nel quartiere di NoLo.

 

Vertigo

L’ipocondria è il tema scelto da Alessandro Simonini, che attraverso una vecchia scatola del primo soccorso resa specchiante, ci costringe di fronte al nostro ritratto, alla nostra stessa paura della fine. Stand Up di Matteo Pizzolante è una trasformazione scultorea della climacofobia, la paura delle scale, che caratterizzava le scene di Vertigo di Alfred Hitchcock. Nell’ipercinetica epoca contemporanea, la 26enne Luisa Turuani ci pone di fronte alla paura della lentezza. Bea Viinamaki, con un atto performativo, riflette su creazione, nascita e identità attraverso il simbolo del sangue, mentre Alfredo Rapetti Mogol trasformerà il seminterrato di ex spazio Cova in uno spazio al limite tra sacro e profano.

 

 

LE INIZIATIVE FUORI BienNoLo

 

Venerdì 3 maggio: Carlo Vanoni spiegherà Marcel Duchamp e Lucio Fontana dando appuntamento al pubblico alla pensilina (numero 12256) della fermata dell’autobus 56 di via Padova.

Durante BienNoLo (in data da definirsi) Sara Rossi porterà gli abitanti del quartiere a fotografare la natura nascosta e nei “terzi paesaggi” dell’area.

Manifesti per BienNoLo. Sui muri perimetrali della facciata dell’ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova di via Popoli Uniti 11 vi sarà una mostra “urbana” visibile 24 ore su 24 che comprenderà dieci manifesti dalla forte iconografia, realizzati da altrettanti artisti (i nomi saranno svelati il 17 maggio), sul tema dei confini, realizzati con torchio offset grazie alla partnership di Paolo Nava Studio, con la supervisione degli artisti.

Al Mercato Comunale Crespi (ingresso da viale Monza 54) Ivana Spinelli, per tutta la durata di BienNoLo, dispone un “banco relazionale” che viene ridisegnando per ri-concettualizzare l’idea di “mercato” e il suo rapporto con pubblico, società e cultura. Il banco diventa luogo di relazione e scambio, dove ciò che viene scambiato non sono merci e denaro ma beni ed esperienze.

Al Tranvai di via Zuretti, martedì 21 maggio, si tiene l’appuntamento con la Scuola di Santa Rosa (progetto ideato da Francesco Lauretta e Luigi Presicce). I due artisti portano a Milano una pratica che hanno inaugurato nel 2017: trovarsi, insieme a pubblico, amici, studenti e curiosi per disegnare insieme, raccontarsi la vita, in un’esperienza apparentemente “fuori tempo” che corrisponde invece alla gioia della spontaneità e di una ritrovata condivisione.

Al Parco Trotter, Monica Sgrò coinvolgerà gli studenti della Scuola del Sole, le Associazioni Amici del Parco Trotter e Viva Padova Viva, il Liceo Artistico Statale Caravaggio e i passanti. Il workshop preliminare dal titolo Disegna il nostro tappeto, coinvolgerà la classe 4°D del maestro Paolo Limonta (Scuola del Sole), e produrrà una serie di disegni utili per l’elaborazione della forma da dare all’opera in feltro. I partecipanti creeranno infatti un grande tappeto con lana naturale che sarà prima infeltrito collettivamente e poi tagliato come tappeto singolo a misura della persona; l’intervento si chiuderà con un’esperienza di immobilità e silenzio nel parco, ciascuno disteso sul proprio tappeto. Queste le date degli appuntamenti aperti al pubblico:

  • Lunedì 13 maggio ore 14.00-16.00, workshop nella classe 4°D Disegna il nostro tappeto
  • Sabato 18 maggio ore 10.00-13.00 e 15.00-17.00, prima giornata di lavoro.
  • Domenica 19 maggio ore 10.30, conclusione e disallestimento dello spazio.
  • Nei giorni successivi asciugatura del tappeto in loco (se possibile)
  • Venerdì 24 maggio ore 17.00-20.00, esperienza di silenzio e immobilità nel parco.

 

HABITAT. A seguito della nascita di BienNoLo il quartiere ha dimostrato, oltre ogni misura e aspettativa, un ampio coinvolgimento ed entusiasmo. A riprova di questo si annuncia che, oltre la mostra “ufficiale”, vi sarà anche un programma off BienNoLo intitolato “Habitat”. Il quartiere da venerdì 24 a domenica 26 maggio, quando sarà tramontata la luce del sole sulla mostra all’ex Panettonificio, accenderà dal tramonto all’alba le luci nelle case e negli studi dei creativi del quartiere, in un programma “porta a porta” dove si manterrà viva la dimensione partecipativa. Per chi intendesse aderire a “Habitat” l’adesione scade il prossimo venerdì 10 maggio. Se siete interessati vi invitiamo a consultare la pagina Facebook di BienNolo.

 

LE INIZIATIVE DENTRO BienNoLo

Il giorno sabato 25 maggio sarà dedicato interamente alle pratiche performative con orari e artisti che verranno comunicati in seguito.

 

Mi Abito

Mi Abito è un progetto di Fondazione Wurmkos in collaborazione con Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, a cura di Gabi Scardi. È un progetto artistico partecipato, incentrato sul tema dell’abito inteso come strumento per presentarsi e rappresentarsi. Il progetto si sviluppa nell’arco di un anno e comprende una serie di quattro laboratori condotti da Francesco Bertelé, Francesca Marconi, Margherita Morgantin e Wurmkos con il supporto di Clara Rota – Bassa Sartoria. Gli artisti accompagnano i partecipanti nell’elaborazione dei capi, stimolandoli ad assumere una posizione attiva e generativa, valorizzandone l’abilità e l’autonomia creativa individuale, fornendo alcuni strumenti tecnici e progettuali, contribuendo alla capacità di proporre se stessi e di confrontarsi con il mondo esterno. La “collezione” sarà presentata durante un evento conclusivo aperto al pubblico. A BienNolo saranno in mostra i primi esiti dei workshop realizzati da gennaio ad oggi: abiti, disegni, fotografie. Durante la manifestazione è previsto, inoltre, un laboratorio aperto al pubblico. Mi Abito è vincitore del bando “Prendi pArte! Agire e pensare creativo” promosso dalla Direzione Generale Arte e architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Fondazione Wurmkos onlus nasce nel 2011 per dare identità giuridica al gruppo di artisti Wurmkos, creato nel 1987 da Pasquale Campanella e da utenti di Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione a Sesto San Giovanni, MI.

Piano City Milano @ #BienNoLo

In occasione di BienNoLo, sabato 18 maggio 2019, Piano City Milano presenta i concerti di Adriano Bassi con Alessandro Nardin, con tutta la musica di Eric Satie e Maurice Ravel a 4 mani, e di Thomas Umbaca, vincitore del premio Hermès – Premio Piano City Milano “Renato Sellani”. Sabato 18 maggio, alle ore 11, si tiene il primo concerto negli spazi dell’Ex Laboratorio Panettoni Cova promosso nell’ambito di BienNoLo da Piano City Milano, in collaborazione con ArtCityLab. Adriano Bassi e Alessandro Nardin saranno impegnati sul celeberrimo Bolero di Maurice Ravel (in versione originale per 4 mani) e in quattro partiture di Eric Satie (Trois morceaux en forme de poire, En habit de cheval, Parade, Trois petite pièces montées). Alle 12.30 sarà invece il turno di Thomas Umbaca. Vincitore del Premio Speciale Hermès 2019, Umbaca nato a Milano nel 1997, dopo studi classici di pianoforte con Adele Arnò e Mario Borciani presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, entra al corso di pianoforte Jazz presso lo stesso, dove studia con Antonio Zambrini e attualmente con Umberto Petrin. Si dedica e s’interessa fin da piccolo alla composizione e all’improvvisazione. Tra le altre, ha avuto occasione di presentare le sue musiche per le edizioni di Piano City Milano, nel film Miriam-il diario di Monica Castiglioni per cui scrive la colonna sonora nel 2015, al Roccella Jazz festival (2014 e 2017) e all’Armonie d’Arte Festival (2018).

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a partire da lunedì 6 maggio. Chiusura prenotazioni mercoledì 15 maggio. www.pianocitymilano.it

 

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

 

BienNoLo 2019 #eptacaidecafobia

Da venerdì 17 a domenica 26 maggio 2019

c/o EX LABORATORIO PANETTONI GIOVANNI COVA

Milano, via Popoli Uniti 11

Segreteria Organizzativa: 3459059834

www.biennolo.org

IG: biennolo_milano | FB: biennolo

Orari:

venerdì 17 maggio – domenica 26 maggio 2019: 12 – 20

sabato 18 maggio 2019: 14 – 20 (concerto Piano City Milano: 11 – 13)

Contatti per la stampa

PCM Studio di Paola C. Manfredi

Via Carlo Farini, 70 – 20159 Milano | www.paolamanfredi.com

press@paolamanfredi.com | T. +39 02 36769480

Come visitare la BienNoLo

Dal 17 al 26 maggio 2019, dalle 12:00 alle 20:30, presso l’Ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova Via Popoli Uniti 11, Milano.

Sabato 18 l’esposizione aprirà alle 14.00. L’ingresso a BienNoLo è gratuito. Per accedere è sufficiente scaricare la manleva (cliccando sul pulsante in basso), compilarla, firmarla e consegnarla all’ingresso. La consegna della manleva è obbligatoria; senza il documento, infatti, non sarà possibile accedere all’ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova.

La location di BienNoLo può ospitare massimo 200 persone, pertanto gli accessi potranno essere regolati.



Carlo Vanoni, Rossana Ciocca, Matteo Bergamini e Gianni Romano presentano la prima edizione di BienNoLo

Artisti

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Opere

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Ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova

L’ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova si presenta come il set ideale per ospitare la BienNoLo. La luce naturale, infatti, fa il suo ingresso negli ambienti spaziosi propagandosi dall’alto. Le opere vengono quindi illuminate dalla luce del sole, la quale cambia durante il giorno mutandone contemporaneamente l’aspetto e la fruizione.


Il Premio BienNoLo

Negli anni in cui non avrà luogo l’appuntamento d’arte si terrà il Premio BienNoLo, un concorso per artisti emergenti e affermati, selezionati da una giuria di esperti che verrà nominata nei prossimi mesi. L’obiettivo del concorso è la produzione di un’opera ideata per il quartiere, dando così vita a una commissione locale di arte pubblica che manterrà saldi i rapporti tra i promotori e la comunità.

Si ringraziano per il contributo: Antonella e Pietro Gallotti, Antonio Romanelli, Carlo Bellomo, Daniela Nocivelli, Eredi Gambini, Luciano Viganò, Giorgio Gherarducci, Marco Bianchi, ISORROPIA HOMEGALLERY (non profit), Leonardo Manera, Antonella Vizzari, Licia Negri e Alfons Pepaj